Edinburgh, 25th April

Se la Scozia dovesse essere un film hollywoodiano di serie B, Edimburgo sarebbe Rocky, mentre Glasgow sarebbe Ivan Drago. Tutti sanno già a priori che vince Rocky perchè è più umano e passionale e più scuro di capelli. Allo stesso modo, tutti snobbano Ivan Drago perchè troppo bello, troppo preciso, biondo ed insensibile nei confronti di Brigitte Nielsen (non illudetevi, il film non è una metafora sulla guerra fredda; è come dico io). Edimburgo è una delle città più scure che abbia mai visto. E’ gotica e tetra con impensabile signorilità. E’ una villa vittoriana spaccata da montagne, segnata dall’industrializzazione, unta dall’alcool e suonata dagli artisti di strada. Come dottor Jeckyll ed il signor Hyde, vive nella stessa realtà, su due livelli paralleli che si ignorano l’un l’altro ma sono fisicamente visibili. Potrei dire che è leggermente surreale, anche, e comincio davvero ad avere il sospetto che la sporchino apposta al fine di farle mantenere quell’aria da artista strafatto che si gongola nella sua non conformità verso le regole. Faccio notare che a Glasgow non ci ho mai messo piede, ma il solo fatto di essere ad Edimburgo mi consente di snobbare Glasgow. Sia chiaro: non è comunque tutto oro quello che luccica. Oltre ad Irvine Welsh, questa città ha dei mezzi pubblici davvero sopravvalutati. Mi chiedo cosa sarebbe oggi Irvine Welsh se non avesse mai vissuto in questo posto. Anche Stevenson era di Edimburgo. Ma Steveson è uno dei più grandi scrittori del mondo, di sempre, della storia della nostra stupidissima civiltà e mi chiedo allora se sia il posto a render speciale una persone o viceversa. Forse non c’è nessun nesso perchè non è la bellezza a dipendere creatività. Semmai l’esatto opposto. Sì, la bellezza esiste già a priori in forme incontrollabilmente perfette che la creatività riesce ogni tanto a catturare. Va bene, torniamo a noi. Cominciamo la giornata comprandoci un kilt, uno sporran, dei calzettoni, insomma un bel completo scozzese, confermando i pettegolezzi di ieri. Vaghiamo per la città senza meta finchè dopo pranzo decidiamo di dividerci. Dandy e Capitan Puma vanno in visita al castello mentre io e lo spirito del Fred ce ne andiamo per i fatti nostri godendoci la bella giornata di sole. Per un paio d’ore faccio la cosa che più mi piace in assoluto: spio la gente. Ricordo di aver studiato almeno un migliaio di passanti speciali. Adesso potrei elencare più tipi di passanti speciali io che gamberi Benjamin Bufford Bubba, se solo volessi. Una volta stufo gironzolo ancora un po’ per il centro e finisco con l’addormentarmi per terra di fronte all’ingresso di una chiesa. Mi sveglia una telefonata del Dandy, così sprono a mia volta lo spirito del Fred e tutti assieme andiamo a bere un altro whiskey inedito: Glenkinchie, single malt 12 anni delle lowland. Piace a tutti. Torniamo in hotel e ci prepariamo per la vestizione, andiamo a cena vestiti in tartan, di tutto punto, non ci facciamo mancare niente. La cena dura poco e io sto cominciando ad avere meno appetito da un paio di giorni a questa parte. Porca miseria, i ragazzi divorano che è un piacere. Dopo mangiato ci concediamo un ultimo goccetto e opiniamo per un rientro a piedi. Ci accorgiamo di esserci dimenticati le chiavi della stanza in stanza, probabilmente perchè troppo esaltati per il vestito nuovo (che è la cosa più kitch del mondo, lo so, e allora?) e quando suoniamo il portiere ci accoglie letteralmente con questo epiteto: “bastards”. La camminata si è rivelata bella lunga e ora vado a dormire, domani ci attende un lungo viaggio, andiamo diretti alle orcadi e già ero stanco ieri, figuriamoci oggi, e con la scusa di questo diario faccio quasi sempre tardi e poi mi lamento e mi addormento di fronte alle chiese e non mi va e, niente di personale, ma è meglio che chiuda.

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