
Che ne sai che un giorno non avremo bisogno noi del loro aiuto? Non possiamo saperlo. Ah. Un colpo di tosse sprezzante. Non succederà mai Hig, Forse per il servizio funebre. Li dava già per spacciati, quasi lo voleva. Tutti morti. Continua a leggere

Che ne sai che un giorno non avremo bisogno noi del loro aiuto? Non possiamo saperlo. Ah. Un colpo di tosse sprezzante. Non succederà mai Hig, Forse per il servizio funebre. Li dava già per spacciati, quasi lo voleva. Tutti morti. Continua a leggere

Il fatto che le persone interpretano erroneamente i fatti anche quando li hanno sotto il naso mi ha portato a concludere che la visione iper drammatica del mondo è così difficile da sradicare perché dipende dal modo in cui il cervello funziona. Il cervello umano è il prodotto di milioni di anni di evoluzione, e noi abbiamo istinti innati che permettevano ai nostri avi di sopravvivere in gruppetti di cacciatori e raccoglitori. Continua a leggere

“Il giorno del mio disonore sarà anche l’ultimo in cui vedrò Vostra Altezza.”
Ma il principe era ostinato come tutti i deboli: il suo orgoglio di uomo e di principe era offeso dal rifiuto della sua mano: pensava a tutte le difficoltà che gli sarebbe stato necessario e che ad ogni modo era deciso di vincere, per far accettare quel matrimonio. Continua a leggere

Un cavaliere della prima fila: «Bolan!» Drogone: «Eroin!»
Capocuoco: «Flan!»
Kabanella: «E siamo a Flan, c’è qualcuno che offre di meglio?»
Matamoros, il capo dei cavalieri: «Anita!» Pipino: «Che cazzo dici!»
Matamoros: «Scusate, ero sovrappensiero». Continua a leggere

Ai miei figli che cosa lascio, un giorno?” “Non avete da preoccuparvi per i figli. Per loro ci penserà il Potere popolare, come pensa per tutti.” “Scusate, ma preferirei pensarci io stesso. Almeno finché sono in vita.” Da serio com’era scoppiò a ridere forte. “Voi contadini siete tutti uguali” disse. Prese a camminare per la stanza a lunghi passi. Continua a leggere

“Perché vi trattano così male voi direttori?” Perché non lo sapeva, ma l’avrebbe fatta volare su un tappeto volante di musica.”Un tappeto volante? non è meglio l’aereo? in che data partiamo? Mi tengo libera, chiedo le ferie.” E dopo ogni concerto l’avrebbe riempita di fiori, avrebbero cenato di fronte al mare, illuminato dai fuochi dai mille colori, e lei in un abito di seta tagliato per lei, in stile marino. Continua a leggere

Mi viene a prendere Mario, andiamo in montagna in una sala di registrazione che noi col gruppo ci andavamo a provare una volta la settimana andiamo a fare la rimpatriata Mario, gli dico a Mario, sai che delle volte l’immaginazione ti fa degli scherzi che a te ti sembra che i posti son certi posti invece sono dei posti tutti diversi? In che senso? mi chiede Mario. Continua a leggere

Il suo arrivo scatena il furore dei nemici ed esalta i Romani. “Conosciuto il suo arrivo dal colore dell’uniforme che soleva indossare in battaglia come segno di riconoscimento, e scorti i drappelli di cavalleria e le coorti da cui si era fatto seguire, ben visibili dalle alture lungo i pendii e nella vallata, i nemici sferrarono l’attacco. Continua a leggere

Caro Philip, io ti ho fatto arrabbiare/tu mi hai annientato. Ogni parola che ho detto: stupida/sbagliata/innaturale. Doveva esserlo. Temo/sogno questo incontro dal 1959. Ho visto la tua foto su Goodbye, Columbus/ho capito che la mia vita non sarebbe stata più la stessa. Continua a leggere

Quando si tratta di unire la gente, la finzione gode di due vantaggi intrinseci rispetto alla verità. In primo luogo la finzione può essere semplificata a piacimento, mentre la verità tende a essere complicata, perché la realtà che dovrebbe rappresentare è complicata. Continua a leggere