Georgi Gospodinov – Cronorifugio


Un giorno, quando il lavoro si sarà avviato, continuò Gaustin, faremo cliniche del genere in vari paesi. Il passato è anche una questione locale. Ci saranno ovunque case di altri anni, piccoli quartieri, un giorno avremo anche cittadine e magari perfino un intero stato del passato. Per pazienti con la memoria che svanisce, Alzheimer, demenza senile, quello che vuoi. Per tutti quelli che già vivono nel presente del loro passato. Continua a leggere →

Han Kang – Atti umani


Non possiamo semplicemente consegnare le armi e accettare una resa incondizionata. Prima devono restituirci i nostri morti. Devono anche rilasciare le centinaia di persone che hanno sbattuto in prigione. E, soprattutto, devono promettere di riconoscere la verità su quello che è successo qui, così che noi possiamo riacquistare il nostro onore agli occhi del resto del paese. Continua a leggere →

Michele Mari – I convitati di pietra


In un salone tappezzato di arazzi e di specchi oltre che di quadri, Rivadeneyra era seduto su un divano rivestito di raso giallo brodé; su due grandi poltrone di fronte a lui sedevano la Bathory e Semprini. Nel mezzo, un tavolino di cristallo sorreggeva tre calici di champagne e una ciotola piena di taralli. Nessuno parlava. Avevano vinto, ma nessuno parlava. Continua a leggere →

Russell Bansk – Tormenta


“Sul fondo, lo sapeva, c’era amore nel suo cuore (amore per Jill, puro e coerente come algebra, e forse persino amore per Margie, e amore per la mamma, povera mamma, che adesso era morta e se n’era andata per sempre, e amore per Lil- lian, a dispetto di tutto: amore per alcune donne), ma per quanto si sforzasse, non riusciva a controllare la sua vita in modo da agire in base a quell’amore. Continua a leggere →

Hans Rosling – Factfulness


Il fatto che le persone interpretano erroneamente i fatti anche quando li hanno sotto il naso mi ha portato a concludere che la visione iper drammatica del mondo è così difficile da sradicare perché dipende dal modo in cui il cervello funziona. Il cervello umano è il prodotto di milioni di anni di evoluzione, e noi abbiamo istinti innati che permettevano ai nostri avi di sopravvivere in gruppetti di cacciatori e raccoglitori. Continua a leggere →

Stendhal – La Certosa di Parma


“Il giorno del mio disonore sarà anche l’ultimo in cui vedrò Vostra Altezza.”
Ma il principe era ostinato come tutti i deboli: il suo orgoglio di uomo e di principe era offeso dal rifiuto della sua mano: pensava a tutte le difficoltà che gli sarebbe stato necessario e che ad ogni modo era deciso di vincere, per far accettare quel matrimonio. Continua a leggere →