Ultimi personaggi del libro dei nazisti: Schacht, Speer, Stangl, Hess, Keitel, Rosemberg, Streicher. Spesso, caminando in queste città mi son trovato a pensare “sto camminando dove anche loro hanno messo i piedi”. Mi era già capitato a Firenze, con Dante. E una volta a Gerusalemme, con Cristo. Questa cosa dà umanità a tutti, in fin dei conti son tutte persone che hanno camminato su questa terra. Ci appartengono, son come noi, della nostra specie. L’impronta invisibile che ho calcato è uno iato, un vuoto che milioni – forse miliardi – di altri miei simili hanno calpestato senza lasciare lo stesso segno. Rifacciamo un giro a Rothemburg perché ci sentiamo di volerla ancora vedere. Effettivamente è un posto incantevole, uno di quei luoghi dove si percepisce come si viveva centinaia di anni fa e di che principi fosse fatta la vita del tempo. Dopo un pasto frugale (qualche pezzo di pane acquistato in un forno di paese) ci avviamo ad ovest, verso il confine del Rheinland meridionale. Destinazione Heidelberg, cui arriviamo nel primo pomeriggio. La stanchezza comincia a farsi sentire. Passiamo un paio d’ore in un parco per bambini con piste d’atletica e lunghi pali per arrampicarcisi. Ritiriamo la camera d’hotel (la stessa catena di quello preso a Norimberga) e dopo una rinfrescata ci rechiamo a cenare in centro quasi con gli occhi chiusi così da non rovinarci la sorpresa che ci attende domani.