La visione di otto piani di libri incastonati in cornice completamente bianca e sorvegliati dal regale silenzio che aleggia in ogni biblioteca è molto simile a quello che mi aspetterei da un angolo di paradiso. Certo con meno libri in tedesco. La Stadtbibliothek è un edificio meraviglioso, monumento alla cultura nella sua austerità, semplicità e accessibilità. Ci concediamo una sontuosa colazione all’ultimo piano, mentre I bambini mangiano ne approfitto per dare un occhio in giro. Al quinto piano c’è la sezione letteratura straniera e gli scaffali spagnoli e francesi sono più popolati di quelli italiani. Mi soffermo anche sulla modestissima collezione croata, provo a tradurre qualche titolo e la mia autostima aleggia fra l’entusiasmo e la completa disfatta. Dopo un giro al centro commerciale (dove sento fortissimi gli odori dell’Asia) partiamo verso Ulm. Ulm è una città divisa in due dal Danubio (sempre blu). Il nostro appartamento sta sulla sponda cattiva e prima di cenare usciamo per una passeggiata perlustrativa e per spostarci nel lato giusto del fiume. Quello vecchio, quello non distrutto durante la guerra e dove ancora si trovano le cose più interessanti… come la cattedrale con il suo campanile più alto al mondo. Ulm nome bellissimo, corto efficace affascinante. È la città che diede i natali al genio per eccellenza, Einstein. Ceniamo passeggiando angustiner e il rientro è una piacevole passeggiata lungo fiume. Con un clima mite, quasi fresco per i nostri gusti. Il silenzio e la calma osteggiate solo dal rumore delle biciclette che ci passano vicino. Ora devo staccare, tutto il resto della famiglia vuole vedere giocare l’Udinese.