
Beatrice esistette infinitamente per Dante. Dante, molto poco, forse niente, per Beatrice; tutti noi siamo propensi, per pietà, per venerazione, a dimenticare questo penoso contrasto, indimenticabile per Dante. Continua a leggere

Beatrice esistette infinitamente per Dante. Dante, molto poco, forse niente, per Beatrice; tutti noi siamo propensi, per pietà, per venerazione, a dimenticare questo penoso contrasto, indimenticabile per Dante. Continua a leggere

Ripensa anche alla sua vita più o meno a quell’età. Undici, dodici, tredici anni. Alle cose nuove e sorprendenti che voleva il suo corpo, e alla sua incapacità di opporsi quando le voleva. Allora perfino i sogni giravano intorno al corpo e a quello che gli stava succedendo. Ricorda di aver sognato dei grassi steli di grafite nera spuntargli dal centro del petto all’incirca nel periodo in cui gli stavano crescendo i primi, finissimi peli, ricorda il risveglio in preda alla repulsione e allo spavento. Continua a leggere

Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.”
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Odiavamo il modo in cui i tutori, di solito disinvolti in qualsiasi circostanza, si mostravano così a disagio ogni volta che ci inoltravamo su questo terreno. Assistere a questo cambiamento in loro ci dava sui nervi. Penso sia questa la ragione per cui non formulammo mai quella domanda, e perché punimmo Marge K. tanto crudelmente per aver sollevato la questione quel giorno dopo la partita di softball. Continua a leggere

Il professor Piscopo era un signore distinto, con una bella barba sale e pepe e i baffetti aglio olio e peperoncino. Quando nel suo bell’accento partenopeo raccontava con la stessa enfasi il suicidio di Seneca o l’atterramento di Savoldi, dentro al bar non si sentiva volare una mosca. Continua a leggere

Dopo abbiamo chiacchierato un po’ perché stavo bene. Quando gli ho spiegato che la persona umana era una vecchia ebrea in stato di necessità che era in corsa per battere il record del mondo assoluto e cosa mi aveva spiegato il dottor Katz dei vegetali, Continua a leggere

I funghi vivono immersi in un diluvio di informazioni sensoriali. E in qualche modo le ife – pilotate dai loro apici – sanno integrare questi molteplici torrenti di dati e stabiliscono una traiettoria idonea alla crescita. Noi esseri umani, come gran parte degli animali, usiamo il cervello per integrare i dati raccolti dai sensi e decidere la linea di condotta migliore. Continua a leggere

La prima Jugoslavia, insomma, non è una creazione artificiale, ottenuta in provetta delle grandi potenze per machiavelliche ragioni di interesse. È un progetto radicato nel sentire, nutrito da tendenze di lungo corso: le affinità culturali e gli intrecci strutturali legati alla distribuzione degli insediamenti, le spinte nazionalistiche insaziate, in corso di radicalizzazione fin dal 1900, le sfide e le mentalità socio-economiche di cronismo del sistema asburgico: monarchico, superbo e impermeabile a ogni riforma. Continua a leggere

A Benedetta non sono riuscito a smettere di pensare, poi una volta l’ho vista, poco tempo dopo: cammino per corso Matteotti dritto verso corso Vinzaglio, agli archi occidentali della mia prima terra, e passa un pullman giallo carico di graffi e varici, diretto ai mercati dei giorni feriali o al lavoro degli uffici e delle pulizie. Continua a leggere

Lo Schiavo era immobile e, mentre Paulino gli allentava la cintura e gli apriva i pantaloni, continuò a guardare il cielo. Alberto girò la testa; la tettoia era bianca, il cielo era grigio, nelle sue orecchie c’era una musica, il dialogo delle formiche rosse nei loro labirinti sotterranei, labirinti con luce rossastra, una luminosità rossastra che oscurava gli oggetti e la pelle di quella donna divorata dal fuoco dalla punta dei piedini adorabili fino alla radice dei capelli tinti, Continua a leggere