
Il professor Piscopo era un signore distinto, con una bella barba sale e pepe e i baffetti aglio olio e peperoncino. Quando nel suo bell’accento partenopeo raccontava con la stessa enfasi il suicidio di Seneca o l’atterramento di Savoldi, dentro al bar non si sentiva volare una mosca. Continua a leggere








