Mio papà Mario dice che i soldi spesi in libri, viaggi e francobolli sono sempre ben spesi. Che poi è come dire che finchè si spende per le passioni, va tutto bene. Noi di questo, devo dire, ne facciamo tesoro e si cerca di insegnare ai piccoli che il mondo è una porta aperta da valicare, e poi guardarsi attorno. è quasi per caso che son tornato ai miei appunti, a quando per igenuità e passione mi cimentavo nella scrittura. Ho ritrovato i miei appunti di viaggio e mi son piaciuti. Che è una cosa strana, rivedersi e piacersi. Di solito c’è sempre da vergognarsi un po’. Così mi son ritrovato cambiato, invecchiato, a scrivere di nuovo di come vedo le cose (perchè in viaggio le cose si vedono con occhi differenti) dopo dieci anni e rotti che non scrivevo piu nulla. Fatta eccezione per la florescente estensione della mia memoria con gli articoletti dove annoto ogni lettura. Ora, quando dico che son cambiato, non lo dico per dire. Son passato per due operazioni in maxillo facciale, poi pure qualche capello bianco. Bello rimango di quel fascino noto, son fortunato che essendo piccolino invecchio meglio. Ma soprattutto son diventato padre. E di tutte le cose al mondo che cambiano la vita, io credo che questa sia quella che vince con distanze siderali. A me, per esempio, che son egocentrico, figlio unico, ipocondriaco e vanitoso, la paternità ha rivoluzionato l’esistenza. Per la prima volta, con una profondezza abissale, ho percepito cosa significasse amare qualcuno piu di me stesso. Lo dico con tutto il trasporto e la lucidità che mi consegnano questi anni, questa fortuna. Così chiedo già scusa a coloro i quali, improbabilmente, si avvicineranno a queste letture: il tenore della mia anima, il mio amore, la mia piu profonda felicità – che cosi spesso si tramuta in argomento noioso per il prossimo – cadrà su questa ellisse. Sul mio orbitare intorno a questo sole. é anche il motivo per cui cambiano i protagonisti. Non piu giovani sbarbati alla ricerca di un segreto, ma due genitori e due figli che si scambiano le loro doti. I grandi daranno noiose spiegazioni ai piu piccoli e i bambini regaleranno un nuovo modo di osservare il conosciuto. C’era quella frase di chi? Che cita sempre Paolo Nori, che ripeto sbagliata ma che suona cosi: la capacità dei poeti è quella di descrivere il visto, il vecchio, la banalità con occhi diversi. L’ingenuità è un gran dono. Così partiamo dalla mia nuova casa (dico mia solo perchè per gli altri così nuova non è) alla volta della Germania. Nord, autostrade e le ruote che girano. Mi son comprato un bel tastierino, una meraviglia. Non devo portarmi via il computer e non son legato a scrivere come un adolescente. Posso sfogare le dita. Vediamo cosa vien fuori.