16/8/25 – Golling

Partiamo da Pradamano alle nove di mattina. Dopo aver controllato piu e piu volte di avere tutto (ho fatto anche una bella lista, ho fatto) mi accorgo di non avere il borsellino, e quindi anche i documenti, quando siamo ormai nei pressi del Millstätter see, a Döbriach. Ci fermiamo a mangiare in un posto singolare, un negozio di souvenir che però offre anche ristorazione. Ci siamo arrivati con un minimo di ritardo sulla tabella di marcia, ma è buona cosa: lo sbaglio ci ha portato per una stretta strada di campagna che di divincolava su un bellissimo paesaggio contadino e collinare d’incantevole fattura. Seduti al tavolo la cameriera, che poi era probabilmene la padrona, inveisce contro una famiglia di avvetori che hanno appena lasciato il posto consumando solo bevande e niente cibo. Lo dice a tutti, anche a noi. Io non capisco, Jessica dice che è proprio indisposta, la signora. Chiedo alla cameriera se c’è un bancomat nei dintorni, siam senza contanti, e lei mi mostra il menu dei piatti caldi. Secondo me non capirsi e dover andare a sentimento, o a gesti, è una cosa meravigliosa. Non fossi che sono disperato per la storia dei documenti sarei già ampiamente in clima vacanza. Poi inizia a piovere. Prendiamo l’auto e ci rechiamo in una cava di granato, un minerale rosso che, nella roccia, si presenta a forma di palline come il cioccolato nella stracciatella. Ci danno caschetto, occhiali e picchetto e ci invitano ad estrarne a piacimento. Il risultato è divertente, con un po’ di pazienza e un briciolo di fotuna ho ricavato un estratto a forma di goccia grande quanto un ribes. Mi rimetto alla guida e andiamo verso nord, verso Salisburgo, ma pian piano ci assalgono i sensi di colpa. Non posso mica guidare senza patente, e se mi arrestano? Così l’ultima ora di guida la fa Je. Arriviamo a Golling, è il posto dove dormiremo e dove ora sono qui a scrivere coi pupi che guardano una partita di football americano alla tv. Il gestore del posto mi ha detto di far benzina prima di mezzogiorno. Di mattino la benzina in Austria costa meno che al pomeriggio. Per esattezza il nome del paese è Gollin an der Salzach. Prima di cena abbiamo fatto una passeggiata, siamo andati fino alla chiesa, è un posto veramente piccolo, carino però. Nel cortile della chiesa c’è un cimitero. Pins mi dice “papà ho visto un morto”. Una foto s’intende. Thomas confera che è la prima volta che va per cimiteri. A cena giochiamo a carte, quando chiediamo il conto ci portano dei chupa chupa quadrati. Domani mattina dovremmo andare a visitare il nido dell’aquila, la casa di Hitler. Io i chupa chupa quadrati non li avevo mai visti.