Amal El-Mohtar, Max Gladstone – Così si perde la guerra del tempo


Mi hai chiesto di dire la verità. L’ho fatto. Cosa voglio? Conoscenza. Scambio. Vittoria. Un gioco: nascondere e scoprire. Sei un’avversaria sveglia, Blu. Fingi di essere in svantaggio. Controlli tu la partita. Se dobbiamo farci la guerra, tanto vale intrattenerci a vicenda. Altrimenti perché all’inizio mi hai provocata?
Tua

Rossa

DUE PAROLE

Al ritrovamento della lettera “bruciare prima di leggere” le due protagoniste iniziano un carteggio epistolare fatto di seduzione e provocazioni. Due esseri superiori, non meglio precisati, che mescolano sembianze robotiche dai lineamenti umanoidi a comportamenti ultraterreni in termini di potenza, capacità e intelligenza. Gli innamorati sono Blu e Rossa, quasi due elementi chimico divini (seppur assoggettati a un non meglio precisato ordine militare). Giocano con il teatro del tempo, degli elementi e della storia per rincorrersi, sfidarsi, amarsi. Come ombre che passano sulla storia, come elementi eterei e determinanti, Blu e Rossa scorribandano fra i comuni mortali mutando le loro sembianze; a volte visivamente e a volte intrinsecamente agli elementi chimico temporali del luogo. Il romanzo diventa un gioco-inseguimento ornato da un vocabolario fresco e fantascientifico. Il limite dell’immaginazione è spostato ad un confine assai diluito fra tradizione oratoria (permane la scrittura come cardine di espressione e comunicazione) e futuro, dove il nuovo si mescola alla tradizione: guerra, gerarchie, amore. Il gioco degli amanti è del tutto platonico, mentale. La perversione è capire e sentire l’amato. La sfera fisica perde consistenza, diventa un mero mezzo. Il “Giardino” è il campo di battaglia, è il tappeto temporale che le due entità superiori usano come agone. Si perde la trama, rimane un romanzo etereo e visionario che estrapola elementi intangibili. Tanto la particella quanto il sentimento. Curiosità, mi ha ricordato un libro per bambini letto qualche anno fa, in cui ogni emozione si chiamava come un colore. Non siamo distanti dalla sfera ludico puerile, in questo testo la scrittura viene manipolata come una forma di libertà e divertimento.