
Debolezza della memoria intorno ai particolari e alla struttura della propria concezione del mondo: pessimo segno. Solo frammenti di un tutto. Continua a leggere

Debolezza della memoria intorno ai particolari e alla struttura della propria concezione del mondo: pessimo segno. Solo frammenti di un tutto. Continua a leggere

Come si diventa scrittori? Prima di tutto, naturalmente, bisogna scrivere. Dopo di che bisogna continuare a scrivere. Anche quando non interessa a nessuno. Anche quando si ha l’impressione che non interesserà mai a nessuno. Anche quando i manoscritti si accumulano nei cassetti e li si dimentica, pur continuando a scriverne altri.
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Non avevamo dubbi: saremmo stati chimici, ma le nostre aspettazioni e speranze erano diverse. Enrico chiedeva alla chimica, ragionevolmente, gli strumenti per il guadagno e per una vita sicura. Continua a leggere

Sul tavolo da lavoro ho pochi oggetti: il calamaio, la penna, alcuni fogli di carta, la mia fotografia. Che fronte spaziosa! Cosa mai diventerà questo bel giovane? Ministro, re? Continua a leggere

Io cambio sempre, le dico.
Boom, mi dice.
Boom cosa?
Adesso sei Proteo.
No. Learco, mi chiamo.
E cambi sempre?
Sempre.
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Si può dunque ben dire che nella sua ultima partita a go il maestro fosse perseguitato dalla razionalità dei tempi moderni che aveva ridotto il gioco a un insieme di regole cavillose; era ormai andato perso il senso del go come arte, la sua estetica, e il rispetto per gli anziani era stato negato, così come la reciproca stima dei giocatori per le loro qualità umane. Continua a leggere

«L’ultima cosa che si decide quando si scrive un libro» osserva Pascal «è che cosa mettere all’inizio». Così, dopo aver scritto, raccolto e ordinato queste strane storie, dopo aver scelto un titolo e due epigrafi, devo ora chiedermi che cosa ho fatto, e perché. Continua a leggere

Finché‚ durarono i festeggiamenti, e nei primi giorni in generale, la gente attraversò il ponte innumerevoli volte da una riva all’altra. I ragazzi andavano di corsa e gli anziani lentamente, conversando o ammirando da ogni punto le vedute del tutto nuove che adesso si potevano contemplare da quel posto. Continua a leggere

“Vorreste comprare un aspirapolvere?” disse. “Quanto?” chiese Danny. “Per questo, quattordici dollari,” il signor Simon rispose. Non era un prezzo troppo alto per capire, senza sforzo, di qual somma Danny disponeva. E Danny voleva quell’apparecchio, perché era un grosso e lucente apparecchio. Continua a leggere

“Lo vedi?” disse Nove. “Aspettano che finiamo la strada? Lo capisci? È una specie di parata prima della vera parata. È una parata di speranza. Una processione di desiderio. L’istante in cui finiamo, il loro mondo si catapulta nel ventunesimo secolo. Commercio, cure mediche, accesso ai servizi del governo, informazione, istruzione, parenti, elettricità e il porto del Nord.”
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