
Si chiamava Smadar. Grappolo della vigna. Una nuotatrice. Una ballerina. Era alta così. Si era appena tagliata i capelli. Aveva i denti un po’ storti. Era l’inizio dell’anno scolastico. Era uscita a comprare dei libri. Continua a leggere
Letture, recensioni, condivisione letture periodiche

Si chiamava Smadar. Grappolo della vigna. Una nuotatrice. Una ballerina. Era alta così. Si era appena tagliata i capelli. Aveva i denti un po’ storti. Era l’inizio dell’anno scolastico. Era uscita a comprare dei libri. Continua a leggere

C’è gente, però, che ritiene la consapevolezza del proprio scopo nella vita un ingenuo residuo del passato che si conserva per puro caso e senza necessità alcuna. Continua a leggere

Il tempo – così disse Austerlitz nell’Osservatorio di Greenwich – è, fra tutte le nostre invenzioni, senz’altro la più artificiosa e, nel suo essere vincolata ai pianeti che ruotano intorno al proprio asse, non meno arbitraria di quanto lo sarebbe ad esempio un calcolo basato sulla crescita degli alberi Continua a leggere

I Troubles, per contro, si erano conclusi con un’impasse. L’accordo del Venerdì Santo aveva stabilito una «divisione dei poteri», ma si aveva la sensazione che nessuna delle due parti fosse uscita davvero trionfante. Continua a leggere

Sempre la stessa storia. Ogni volta che il colonnello la sentiva soffriva un sordo rancore. “Questa non è un’elemosina” disse. “Non si tratta di farci un favore. Ci abbiamo rimesso la pelle per salvare la repubblica”. L’avvocato spalancò le braccia. “Proprio così, colonnello” disse. “L’ingratitudine umana non ha limiti”. Continua a leggere

Al sole di mezzogiorno togliemmo le sciarpe e mangiammo altro formaggio. Si riposò prima lui. Io con la pistola uscii fuori dalla grotta a guardare la luce brillante del cielo. Le nuvole lunghe e strette che s’inseguivano in quell’azzurro immacolato. Continua a leggere

Era il gioco dell’utopia a cui giocavamo ogni sera. Bruno, che il suo villaggio ideale lo stava costruendo davvero, si divertiva a demolire il nostro. Diceva: senza cemento le case non stanno in piedi, e senza concime non cresce nemmeno l’erba dei pascoli, e senza benzina voglio vedere come tagliate la legna. Continua a leggere

La solitudine è un posto molto speciale. Continua a leggere

Toadvine sputò nel fuoco. Il giudice continuò a scrivere, poi chiuse il quaderno e lo posò di fianco a sé, premette le mani l’una contro l’altra e se le passò sul naso e sulla bocca e infine se le appoggiò sulle ginocchia a palmo in giù. Qualunque cosa esista, disse. Continua a leggere

Vedi, Don… io li ho uccisi. Giù in aula il vecchio Dewey ha fatto quasi sembrare che io mentissi, per la madre di Dick. Be’, non è vero. Dick mi ha aiutato, mi ha tenuto la pila e ha raccolto le cartucce. Continua a leggere