Isaac Asimov – Io, robot


Powell sospirò. ― Inseriamo il cervello, Mike. Donovan aprì un contenitore accuratamente sigillato e trasse dal bagno d’olio un secondo cubo. Aprì anche quello e dall’imbottitura di gommapiuma tirò fuori un oggetto sferico. Lo maneggiò con estrema cautela, perché era il meccanismo più complesso che l’uomo avesse mai creato. Continua a leggere →

Andrea Molesini – Non tutti i bastardi sono di Vienna


Il Grappa è una montagna maledetta! Ce ne vorrà prima che la neve fermi le manovre. In guerra un ufficiale ordina la morte tutti i giorni e tutti i giorni pretende obbedienza immediata, assoluta. Quando non c’è la battaglia, quando gli uomini sono… a riposo… debbo essere magnanimo, perché il giorno dopo posso ordinare a quei ragazzi di attraversare un fiume a nuoto, e questo anche se il fiume è in piena, anche se c’è una luna grande così. Continua a leggere →

Ted Chiang – Respiro


A un certo punto tutta l’aria presente nell’universo sarà distribuita uniformemente, non se ne troverà di più densa o di più rarefatta in un posto piuttosto che in un altro. Non sarà più in grado, quindi, di azionare un pistone, far girare un rotore o far librare una lamina d’oro. Continua a leggere →

Vladimir Nabokov – Mašen’ka


Era dell’umore che egli definiva “dispersione della volontà”. Sedeva immobile al tavolo non sapendo decidere che cosa fare: cambiare la posizione del corpo, alzarsi e lavarsi le mani, o aprire la finestra, dietro la quale la luce tetra del giorno andava dissolvendosi nel crepuscolo. Continua a leggere →

Edward Bellamy – Guardando indietro 2000-1887


Si credeva che essa fosse la minaccia di una terribile tirannide per la società e se ne deduceva che le corporazioni le preparassero un giogo da schiavo. Se ci guardiamo addietro, possiamo comprendere la disperazione degli operai, perché non v’è nulla che ispiri all’umanità tanto terrore quanto la prospettiva di un’epoca di tirannide. Continua a leggere →