
«Oggi è l’ottavo giorno,» (scrisse Cincinnatus con la matita, che ormai si era accorciata per più di un terzo della lunghezza) «e non solo sono ancora vivo, vale a dire che la sfera del mio io ancora limita ed eclissa la mia esistenza, ma, come qualsiasi altro mortale, non conosco l’ora della mia morte e posso applicare a me stesso una formula che vale per tutti: la probabilità di un futuro è inversamente proporzionale alla sua teorica distanza temporale. Continua a leggere








